COMUNICATO STAMPA
I CSV COME INFRASTRUTTURA CIVICA DEL PAESE
20 Tavoli di lavoro nel territorio rendono concreta e attiva la collaborazione tra Istituzioni ed Enti del Terzo Settore per una comunità che pensa al futuro
Volontariato e istituzioni insieme, a Vicenza riflessioni su un modello di comunità che funziona e vuole crescere, è stato questo il Convegno "I CSV come infrastruttura civica del Paese – La collaborazione tra Istituzioni e Enti del Terzo Settore", organizzato dal CSV di Vicenza in collaborazione con ULSS 8 Berica e con il coinvolgimento di ULSS 7 Pedemontana, un incontro per condividere obiettivi, analisi e visione futura. Questo appuntamento al Polo Universitario delle Professioni Sanitarie è stato un confronto concreto su come il volontariato e le istituzioni pubbliche possano costruire insieme risposte reali ai bisogni delle persone, un impegno quotidiano già in atto sul territorio vicentino con ben 20 tavoli di lavoro che coinvolgono non solo enti del terzo settore ma istituzioni e aziende sui temi della disabilità, violenza di genere, giovani, caregiver, anziani, famiglia e sostenibilità solo per citarne alcune.
L’introduzione al convegno è stata a cura del dott. Achille Di Falco Direttore dei Servizi Socio Sanitari dell'ULSS 8 Berica. Ha tracciato le linee guida per un profondo rinnovamento del welfare locale, ponendo una domanda cruciale per il futuro del terzo settore: "Quale sarà il nostro sentiero?".
L'intervento del Direttore ha evidenziato come l'evoluzione culturale in atto imponga di non considerare più le istituzioni come semplici erogatrici di prestazioni, bensì come una vera e propria infrastruttura civica. Un tessuto connettivo capace di facilitare legami, attivare relazioni e coprogettare risposte concrete e vicine ai bisogni della comunità, mettendo sempre al centro il valore umano e la dignità delle Persone rispetto ai meri adempimenti burocratici.
Il fulcro metodologico proposto ruota attorno a due concetti chiave:
- L'Amministrazione Condivisa: Descritta come una forma di governo pubblico abilitante, trasformativa ed ecosistemica, mossa dalla collaborazione e dalla condivisione di saperi.
- L'Innovazione delle Regole: Un invito ad abbandonare la propria comfort zone attraverso l'ascolto attivo, lo sviluppo di sinergie e il coraggio di interpretare nuovi spazi di autonomia.
In conclusione, la visione condivisa da Achille Di Falco mostra come la vera cura si realizzi quando l'efficienza clinica e organizzativa incontra l'empatia e la capillarità del volontariato. In quel momento, l'assistenza cessa di essere una prestazione e si trasforma in una comunità che si fa carico di sé stessa. Un percorso che, richiamando la filosofia yogica, parte dal seminare un pensiero per arrivare a raccogliere un comune destino di inclusione e vicinanza.
I saluti introduttivi sono stati affidati alle Istituzioni, hanno presentato le proprie considerazioni Peter Assembergs Direttore Generale dell’Ulss8 Berica, Andrea Nardin Presidente della Provincia, Manuela Lanzarin V Commissione Politiche Socio-Sanitarie Consiglio Regione Veneto, Giacomo Possamai e Cristina Marigo rispettivamente per il Comitato Sindaci Distretto Est e Comitato Sindaci Distretto 2 Alto Vicentino. La conclusione di questa prima parte è stata affidata a Maria Grazia Bettale vicepresidente del CSV di Vicenza e alla lettura dei saluti di Paola Roma Assessore alle Politiche Sociali Regione Veneto.
A seguire il filo rosso di tutti gli interventi sono stati introdotti da Achille Di Falco Direttore Socio-Sanitario ULSS 8 Berica e Maria Rita Dal Molin Direttore del CSV di Vicenza, portando nel vivo gli interventi con Rosa Scarpino consulente per il terzo settore che ha puntato sui processi di co-costruzione dell'innovazione sociale sottolineando come fondamentali siano i linguaggi e una gestione organizzata, grazie anche al CSV che fa da stimolo al dialogo ed è punto di riferimento per raccogliere i bisogni della comunità.
Jacopo Massaro consulente per lo Sviluppo territoriale e Costituzione ATS, ha sottolineato il ruolo strategico degli ATS Ambiti Territoriali Sociali, il Veneto è tra le ultime regioni a strutturarsi ma lo sta facendo con particolare attenzione al welfare generativo e comunitario, un passaggio di paradigma trasversale impostato sulla ricaduta sul territorio che rilegge le aziende for profit dalla prospettiva del socialmente responsabili.
Mauro Burlina Consigliere Comune Vicenza delegato politiche inclusive ha esposto il lavoro dei tavoli di programmazione per le politiche inclusive e sulla disabilità. Il Progetto di vita della persona e soprattutto la qualità di vita offerta dipende da un coinvolgimento diretto e identitario che permette non solo autoefficacia ma anche consapevolezza e possibilità di scelta.
Il Direttore Dal Molin ha poi aperto lo spazio alle testimonianze sottolineando come i CSV siano reti vitali di persone, competenze e idee al servizio delle comunità protagonisti dello sviluppo sociale nei territori come facilitatori di relazioni, persone per le persone per cambiare, nell’azione, il futuro di tutti. Particolarmente significativa quindi la presentazione del lavoro di alcuni dei 20 tavoli tematici istituiti dal CSV: laboratori permanenti di confronto e co-progettazione tra associazioni, enti pubblici e servizi del territorio, diventati nel tempo un patrimonio di relazioni, competenze e progettualità condivise.
Per l’Ulss7 Pedemontana ha portato la propria esperienza il Direttore ai Servizi Socio Sanitari Paola Vescovi parlando di concretezza nell’ecosistema della cura dove gli enti del terzo settore sono catalizzatori fondamentali anche e soprattutto nella sfida al futuro con le giovani generazioni, per dare supporto alle famiglie e parlare di condivisione di impegni e sinergie di emozioni.
Sonia Bardella di Associazione Donna chiama Donna ha toccato punti di estrema attualità e di estrema urgenza. La gestione dell’accoglienza al centro antiviolenza è una necessità da vivere con estrema professionalità, formazione e sensibilità.
Non è stata sempre agevole la collaborazione con l’azienda sanitaria racconta Antonella Cornale Presidente di Midori, ma l’obbiettivo di assistere bambini e giovani con gravi problemi alimentari e di salute mentale è stato più forte e ha portato a una visione univoca, da prospettive diverse, ma con lo stesso intento nel prendersi cura, informare e formare non solo le famiglie ma anche gli operatori.
Lo sport è davvero per tutti? L’energia e l’entusiasmo di Lucio Vicentini di H81 e 4Cat's ha portato a riflettere come lo sport agonistico sia divisivo mentre lo sport di per sé è occasione di relazioni, di espressione di valori, passione e divertimento. Ha parlato di sport terapia che grazie alla fantasia sta superando limiti fisici e mentali riformulando sport e aprendoli davvero a tutti.
Gli ha fatto seguito Alessandro Ventura Referente per l'Inclusione, Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza che si è occupato di un monitoraggio per le macrotipologie di disabilità, formando docenti e operatori sportivi ma pensando anche ad uno starter kit per ripensare le attività così da renderle accessibili. Prima le persone con disabilità dovevano adattarsi alle proposte che c’erano sempre di più è importante che trovino opportunità in base ai propri desiderata.
Rossella Menegato di L’IdeAzione ha saputo introdurci al complesso mondo della salute della donna che ha subito violenza, ricordando l’incredibile progetto “Schegge – Per favore non chiamateli uomini” attraverso il quale ripercorrendo emozioni con figure teatrali e musiche ci si addentra nel mondo della violenza, che bisogna imparare a leggere, capire, riconoscere per essere sentinelle attente ed attivarsi immediatamente nei percorsi di aiuto delle donne oggetto di violenza.
Antonio Bonamin Presidente Associazione Amici del Villaggio, ha illuminato la platea con modalità nuove, alternative e coinvolgenti per i nostri giovani portando con sé tre bellissime testimonianze di come l’ascolto attivo, l’accoglienza e il saper guidare le nuove generazioni possa essere una meravigliosa strategia per stimolare le loro capacità e far costruire loro percorsi all’interno dei quali possano trovare la fiducia in sé stessi e finalmente far esplodere tutte le loro potenzialità.
Silvia De Rizzo Direttrice IPAB Centro Servizi Sociali Villa Serena ha esposto anche il punto di vista dei caregiver, sono progetti particolarmente importanti, che mantengono lo sguardo su tutte quelle persone che dedicano parte o l’intera loro vita alla cura degli altri, spesso sacrificando sé stesse. Un progetto che parla di prevenzione e di attenzione per la propria salute ma anche di coinvolgimento sociale e reinserimento lavorativo. Occuparsi della singola persona significa occuparsi della famiglia e occuparsi della famiglia significa occuparsi della comunità.
Per la Missione 5 PNRR sono intervenute Rossella Ciminelli Assistente Sociale Comune Romano d'Ezzelino e Paola Baglioni Assistente Sociale Comune Vicenza, mettendo in luce quanto le risorse del PNRR se ben orientate, all’interno di organizzazioni che sanno collaborare insieme, possano trasformarsi in progetti che non vivono solo dello specifico finanziamento ma diventano elementi organizzativi caratterizzanti delle istituzioni. In particolare hanno esplorato le potenzialità dei servizi della stazione di posta e dell’abitare supportato, vere perle che possono restituire, dignità, forza, coraggio e determinazione alle persone che vivono momenti difficili della propria vita, tornando ad essere risorse per la comunità stessa.
116.117 Tutti i servizi territoriali attivabili da un unico numero, ne ha parlato Sonia Dal Degan ULSS 8 Berica, anche in questo caso siamo in pieno PNRR, Il NEA Numero Europeo Armonizzato, offre la possibilità a tutti i cittadini di accedere a consigli sanitari non urgenti e ai servizi socio sanitari potendo avere indicazioni ed orientamento rispetto ai propri bisogni. La centrale ha sede a Vicenza e gestisce tre grandi ULSS: Berica, Euganea e Scaligera per una popolazione pari a oltre 2,5 milioni di cittadini.
I Piani di Zona sono stati approfonditi dal punto di vista di Don Enrico Pajarin Direttore Caritas Diocesana Vicentina che ha fatto il punto sulla normativa che guida il percorso di costruzione del Piano di Zona, sottolineando la sfida che le istituzioni hanno di fronte, ma soprattutto che, nonostante le norme delineino le possibilità e le modalità per la collaborazione istituzionale, la vera rivoluzione culturale è la relazione tra le persone che rappresentano le istituzioni, in momento particolare di transizione verso la costruzione degli Ambiti Territoriali Sociali.
The Colors of Life è stato il titolo dell’intervento di Stefano Zanolini Responsabile UOS Servizio Integrazione Lavorativa e funzione Attività Riabilitative Psichiatriche, con il quale si è provato ad addentrarsi nel mondo della salute mentale. Il progetto presentato ha messo in evidenza quanto le iniziative condivise e co-progettate con la comunità e con le stesse persone assistite, oltre che con le loro famiglie, possono portare a risultati importanti, utilizzando approcci innovativi attraverso il mondo delle emozioni. La musica e l’arte, all’interno di un percorso guidato dai professionisti della salute mentale, possono generare una significativa condivisione con la comunità.
Dai tanti contributi, espressioni di punti di vista e necessità diverse, è emerso come questi tavoli siano diventati un patrimonio di relazioni, competenze e progettualità condivise, capaci di generare risposte innovative e partecipate ai bisogni delle comunità.
Un evento questo, fortemente voluto dal CSV di Vicenza e dall’ULSS 8 Berica che ha confermato il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato come autentiche infrastrutture civiche del Paese, capaci di mettere in rete persone, competenze e progettualità per costruire concretamente comunità più inclusive e partecipate.
Ufficio Stampa CSV di Vicenza
